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FantasticaMente

Dietro lo schermo di chi scrive Fantasy

Cover Contest 2013

4 June 2014

Eccoci finalmente ai risultati tanto attesi!

I dieci ‘finalisti’ sono stati scelti con un criterio parzialmente casuale e sono elencati qui di seguito in ordine altrettanto casuale. Per il prossimo contest, che riguarderà il primo semestre di quest’anno, spero di ricevere un buon numero di segnalazioni. Ove possibile, sono stati inseriti i nomi dell’illustratore e/o del grafico. Non sono invece inclusi link ad alcuno store.

Questa visione d’insieme mostra anche la leggibilità e il primo impatto delle copertine nella miniatura di anteprima che si trova negli store online.

I parametri usati nelle valutazioni sono i seguenti:

1 - Titolo (lettering, leggibilità, font)
2 - Illustrazione (qualità artistica, fotomontaggio/ritocco ove presenti)
3 - Attinenza (dello stile e dell'immagine con la sinossi e col il genere del libro)
4 - Impatto (colpo d’occhio, visibilità in libreria ove affiancato a titoli simili)

Ricordo che risentono della mia soggettività, nonché dell’umore, di quello che avevo mangiato a cena, etc. E che, come evidente dai parametri qui sopra, la qualità letteraria dei romanzi non è considerata.

 

 Angelize
Autore: Aislinn
Illustratore: Non pervenuto
Casa Editrice: Fabbri

Il titolo è l’elemento dominante di questa copertina. Enorme, imponente e trattato con una coloratura stile vecchia stampa. L’illustrazione è unita ad una foto di sfondo senza soluzione di continuità, il tutto con un effetto seppia molto elegante. La tagline purtroppo non risulta leggibile nel formato miniatura d’anteprima di siti come Amazon e IBS. Lo stile e i vari elementi della copertina sono decisamente attinenti con l’argomento del libro, che si fa notare nelle librerie sia fisiche che virtuali. L’impatto quindi è ottimo.

 

Di me diranno che ho ucciso un Angelo
Autore: Gisella Laterza
Illustratore: Nicoletta Ceccoli
Casa Editrice: Rizzoli

Questa è una copertina dall’impatto romantico, che non ha l’intento di colpire ma di sedurre. L’illustrazione con lo stile inconfondibile di Nicoletta Ceccoli è piccola e racchiusa in una cornice ovale come un cameo. Anche qui è stato usato un effetto seppia virato al beige, al rosa antico, ma il contorno è una semplice texture a effetto vecchia pergamena. Il titolo è di una semplicità disarmante, non presenta alcun trattamento, salvo il piacevole rosa confetto della parola ‘ANGELO’ con un corpo maggiore. Il nome dell’autrice non risulta ben leggibile come miniatura. Nel complesso, la copertina è attinente, sobria e tuttavia non passa inosservata.

 

 I Regni di Nashira – Il sacrificio
Autore: Licia Troisi
Illustratore: Non pervenuto
Casa Editrice: Mondadori

Si tratta di una serie e quindi il titolo più importante è quello della saga stessa, che fa uso di un font originale, con la prima e ultima lettera della parola ‘NASHIRA’ modificate manualmente. Il ‘blocco titolo’ è lungo e comprende anche il nome dell’autrice, con la conclusione che “I regni di” diventa illeggibile in formato miniatura, mentre l’appartenenza alla saga resta riconoscibile. Anche il sottotitolo “il Sacrificio” è scritto troppo in piccolo, così occorre fare affidamento alle spiegazioni di Amazon per capire quale libro sia della saga. La tagline infine è tanto minuscola che si fa fatica a capirla persino trovandosi in mano il cartaceo. Personalmente, ne avrei fatto a meno. L’illustrazione è un misto di dipinto e fotografia stock, che sono uniti con buona maestria, in altri termini un lavoro senza infamia né lode. Il volto che si specchia nell’acqua è quello della protagonista, quindi l’attinenza è preservata. L’impatto generale di questa cover non è forte come sarebbe potuto essere se lo sfondo avesse dato il giusto risalto al bel titolo.

 

La Trilogia dei Cristalli – 1 – Il Cristallo di Necros
Autore: Paolo Parente
Illustratore: Alessandro Alaia
Casa Editrice: Autopubblicato a marchio “Clivecraft Legacy”

L’illustrazione è originale e ben disegnata; l’idea di racchiudere quattro dei protagonisti in altrettanti cristalli è ottima, e i toni scuri rendono un impatto tetro da dark fantasy. Qualche sforzo in più si poteva fare sullo sfondo, un po’ troppo sfumato. Il titolo della serie usa un bel font, che viene però lasciato bianco e piatto. In formato miniatura, il nome dell’autore e il sottotitolo (anch’essi privi di lettering) sono piccoli ma fortunatamente leggibili, sorte che non tocca a ‘La Trilogia dei’ che probabilmente avrebbe richiesto un font più semplice. L’attinenza è ai massimi livelli, grazie alla presenza del gruppo di personaggi nell’illustrazione, un’abitudine dei bei vecchi tempi di gloriose copertine fantasy che non dovrebbero essere dimenticate. Infine, il marchio in basso a destra dà un’impronta ancor più professionale alla copertina.

 

Il Sogno dell’incubo
Autore: Marta Palazzesi
Illustratore: Tre (o quattro) immagini stock
Casa Editrice: Giunti

Ho incluso questa cover non perché la ritengo tra le migliori dieci pubblicate nello scorso anno, ma per esporne i numerosi difetti. L’unico aspetto positivo è la ragazza, che rispecchia i canoni Young Adult e indossa un bell’abito. Il fotoritocco è una composizione, pardon, accozzaglia, di tre o quattro immagini prive di collegamento. La montagna o gigantesca lapide o pietra tipo Stonehenge ricoperta di rose rosse? Come fanno quelle povere rose ad arrampicarsi? Ma soprattutto, dove poggia i piedi la ragazza? La montagna è a picco sul lago (non è mare, anzi l’acqua in primo piano sembra addirittura un rendering). Poi c’è una luna, o l’alone di un pianeta non meglio identificato in una posizione astronomicamente impossibile. OK, è un ‘sogno’. Anzi no, un incubo. Letteralmente. Non provo neppure a entrare nel merito dei normali parametri di valutazione, però voglio fare un appello agli editori italiani di smetterla con l’abuso di questo font pseudo-celtico nei fantasy e negli YA con cui non ha alcuna attinenza. Il carattere con cui è scritto il nome dell’autrice è invece pregevole, ma purtroppo illeggibile in formato miniatura.

 

Canti Delle Terre Divise - Inferno
Autore: Francesco Gungui
Illustratore: Non pervenuto
Casa Editrice: Fabbri

L’illustrazione della ragazza dagli occhi verdi colpisce subito, anche come formato anteprima, ed è molto pregevole - la giacca di pelle sembra vera (potrebbe essere parte di una foto però). È evidente la tendenza recente ad usare un singolo personaggio anziché un paesaggio o un gruppo di persone. Il (sotto)titolo è di notevole impatto con un bel font trattato manualmente e un’ottima texture. Il nome della saga non risulta purtroppo leggibile in formato miniatura, ma presenta una bella cornice e un’efficace ombreggiatura. Azzeccata la scelta di utilizzarlo anche per il nome dell’autore, che fosse stato un pelo più grande si sarebbe letto perfettamente anche nelle miniature di Amazon. La tagline è efficace e anche il carattere utilizzato non è banale. L’attinenza non è il massimo, ma è accettabile. Complessivamente, un’ottima cover, il cui impatto sugli scaffali risente soltanto della moda di usare dei primi piani di ragazze come sfondo.
Nota: la nuova edizione della saga di Gungui ha delle copertine di maggior impatto.

 

Sitael – L’ombra del principe
Autore: Alessia Fiorentino
Illustratore: Non pervenuto
Casa Editrice: Fabbri

La copertina è dominata dall’illustrazione del principe circondato da penne di corvo e sfumato in nero per ben un terzo, in basso. I tratti sono pregevoli – peccato che non sia riuscito a reperire il nome dell’illustratore – e gli occhi demoniaci si notano, anche se solo nell’ingrandimento. Il problema è che tutti i testi non sono minimamente stati trattati, a cominciare dal titolo. Un vero peccato. Fortunatamente il nome dell’autrice si legge anche in formato miniatura e il bel tenebroso non passa inosservato. L’impatto complessivo è un po’ incerto: qualcuno l’adorerà, qualcun altro storcerà il naso. L’attinenza c’è.

 

La faccia nera della Luna
Autore: Elena Vesnaver
Illustratore: Immagini stock elaborate da Cora Graphics
Casa Editrice: Autopubblicato

Seconda copertina di libro autopubblicato che ho inserito, per dimostrare come le idee di un autore in campi in cui non ha esperienza possano produrre dei risultati disastrosi, nonostante la bravura del grafico. Il font più originale è stato usato nella tagline, invece che nel titolo, con la conseguenza non si legge niente in formato miniatura. Domina la copertina un’inquietante occhio rosso (vampiro o colpa del flash francamente non lo si intuisce) su un volto sporco e in basso un laghetto recintato, con in mezzo un cadavere. Ad abbellire il carattere banale del titolo, un’eclissi di luna che colora il testo di sangue ed una semplice ombreggiatura, mentre parte dell’immagine stessa funge da texture. L’impatto è pressoché nullo e si confonde con le migliaia di altre storie vampiresche. Unica nota positiva: il nome dell’autrice si legge anche nella miniatura.

 

 Le Terre Magiche di Midendhil – La Missione dell’Ultimo Custode
Autore: Davide Simon Mazzoli
Illustratore: Non pervenuto
Casa Editrice: Sperking & Kupfer

Questo è un libro per ragazzi, con un target vicino allo YA, e ho voluto includerlo per dimostrare che nella narrativa più giovane c’è maggiore creatività. Il titolo della saga è trattato ottimamente con rilievi, texture e un’opportuna crenatura per creare un buon logo. Il sottotitolo risente della lunghezza e quindi non risulta leggibile in formato miniatura, mentre fortunatamente non è così per il nome dell’autore. Va notato che l’assenza di effetti elaborati sui titoli è una prerogativa della narrativa per ragazzi e non va vista come una mancanza. Si pensi alle copertine di Harry Potter, edizione UK, che erano dei piccoli capolavori. L’illustrazione, assieme al logo, deve farla da padrona, dev’essere in grado di affascinare, incuriosire ed essere fedele ai personaggi della storia. Fortunatamente, in questo caso è così. È evidente che si tratta di un urban fantasy, che i due ragazzini verranno catapultati in qualche mondo fantastico e dovranno lottare contro qualcosa (si noti la spada alla Narnia nelle mani di lui). Lo stile colorato ma elegante è di fortissimo impatto, anche come francobollo negli store online.

 

La Stirpe del Vento (la trilogia completa)
Autore: Matthias Graziani
Illustratore: Sara Forlenza
Casa Editrice: Armenia

Parliamo subito dell’illustrazione della brava Sara Forlenza: il taglio che è stato dato e la scarsa qualità di stampa hanno peggiorato di molto un disegno con un potenziale molto maggiore (guardate voi stessi: http://saraforlenza.deviantart.com/art/La-stirpe-del-Vento-362241082). Il titolo avrebbe potuto aiutare, se fosse stato privo di quell’orrendo alone bluastro che macchia tutta l’immagine di sfondo, esempio perfetto di come NON usare Photoshop. Meglio, ma neanche tanto, il trattamento del font dei nomi dei tre libri e dell’autore. L’impatto complessivo della cover è modesto, non si fa minimamente notare in mezzo agli altri fantasy classici. Anche l’attinenza è scarsa: una trilogia intera avrebbe richiesto una scena molto più esplicativa di quest’angelo guerriero sotto l’influsso dei raggi UV-A.

Ed eccoci ai risultati...

Cover vincitrice: Le Terre Magiche di Midendhil – La Missione dell’Ultimo Custode. Perché se guardiamo alla narrativa per ragazzi c’è ancora qualcosa fatta davvero bene.

Seconda classificata: Angelize. Perché anche gli urban fantasy possono avere delle belle copertine.

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Un'analisi approfondita di tutti gli elementi, non c'è che dire!
Sono d'accordo con la scelta del vincitore, per impatto e coerenza rispetto cui è rivolta la storia.
Credo che comunque la qualità prima che una copertina deve possedere sia il non passare inosservata. Avere quel quid, insomma, che la fa risaltare tra le altre. Tra quelle proposte, in questo senso, a me hanno impressionato positivamente "Di me diranno che ho ucciso un angelo", per il suo essere totalmente avulsa da quello che viene proposto in questo settore della narrativa e "Sitael – L'ombra del principe", perché l'illustrazione del principe bello e tenebroso è più che indovinata per il target di riferimento del libro. In entrambi i casi non ritengo la mancanza di trattamento del testo un punto a sfavore. Nel primo si accosta alla semplicità e delicatezza di tutta la copertina, nel secondo permette di non 'rubare' la scena al soggetto, ma il titolo rimane comunque in evidenza grazie all'ingrandimento e, soprattutto, al disegno sottostante che ne riprende il colore, dietro al marchio. Per Sitael non escluderei, tra l'altro, che si possa trattare di un titolo in rilievo sull'edizione cartacea.

Gli appunti di Mur



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