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FantasticaMente

Dietro lo schermo di chi scrive Fantasy

I Recensori: Un Catalogo Zoologico

12 February 2015

Guest post di Luca Tarenzi

Io non leggo mai recensioni di libri miei o che mi riguardino direttamente (la trovo un'abitudine dannosissima per la salute), a meno che non mi venga chiesto dallo stesso recensore E il suddetto recensore non sia una persona che mi sta già a priori sul cazzo. Ma capita che legga recensioni di libri altrui, principalmente libri di amici o libri che a me hanno fatto pena ma al pubblico sono piaciuti abbestia (di contro non leggo mai le recensioni dei miei libri preferiti, mai).
Insomma, nel complesso il mondo dei recensori lo conosco poco, ma non ho potuto non notare alcuni pattern ricorrenti. Che, lo ammetto, mi fanno ghignare abbastanza.
Ecco di seguito alcuni dei miei esemplari preferiti. Sentitevi liberi di aggiungere altri esemplari a voi noti: facciamo un catalogo zoologico collettivo!

Il caritatevole
Quello che "Il libro ha molti problemi, la struttura non regge, i personaggi non funzionano, il linguaggio è sciatto, il messaggio è vacuo, però dài è un libro carino, mi ha fatto pensare, è meglio della fuffa che c'è in giro, leggetelo perché se ve lo dico io che sono intelligente dovete fidarvi". Il caritatevole non ti recensisce: ti fa l'elemosina. Decide che sei povero e sporco e hai bisogno di un aiuto per mangiare quest'oggi, e te lo dà di cuore, anche se gli fa un po' schifo avvicinarsi. E il bello è che tu non gli hai chiesto niente. E' un po' come se tu fossi fermo alle strisce pedonali in attesa di attraversare e un passante ti mettesse in mano un euro dicendo "Tenga, buon uomo". E poi si offende pure se il suo euro glielo tiri dietro!

L'auto-psicologo
Quello che "I personaggi non sono psicologicamente credibili, le loro motivazioni non hanno senso nel mondo reale. A aiuta B perché è suo amico: ma andiamo! C protegge D perché gli vuole bene: e poi?? E perdona F perché lo ama: ma in che mondo vive questo autore?? Dove sono le vere motivazioni? Dov'è il tornaconto? Dove sono le persone del mondo reale??" Spesso si sente dire che in un libro uno scrittore racconta di sé e del suo privato più di quanto non vorrebbe: ecco, l'auto-psicologo analizza personaggi altrui, ma ci parla di se stesso. E se glielo fate notare si infuria, o scappa. Qualche volta si infuria mentre scappa.

L'entusiasta spaventato
Quello che "Il libro mi è piaciuto tantissimo, mi ha tenuto su fino alle quattro di notte! L'autore è un fottuto genio! Peccato per il finale un po' moscio..." Oppure "Ho letteralmente divorato questa storia, è intricata ma veloce, ti incatena e alla fine torna tutto perfettamente! Peccato che i personaggi non siano poi tanto originali..." Oppure "Mi sono innamorato dei personaggi, dal primo all'ultimo! Non mi succedeva da anni! E' un tale peccato che la struttura narrativa del capitolo 14 non sia solida come quella degli altri capitoli..." All'entusiasta spaventato il libro è piaciuto davvero e si vede, ma ha un tribunale di ferro a cui rendere conto: i lettori delle sue recensioni. Che, se lui non trova anche il difetto, lo giudicheranno superficiale, non abbastanza intelligente, un lettore sentimentale e infantile senza capacità analitica. E, nei suoi incubi, verranno a casa sua di notte per picchiarlo a sangue con un manuale di scrittura.

Il contabile
E' il più lapidario di tutti, quello che non ti fa perdere tempo: "In questo libro ci sono troppi pronomi". E io gli credo sulla parola, perché lo so che li ha contati. Dalla prima pagina all'ultima. Segnandoli a matita.

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