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FantasticaMente

Dietro lo schermo di chi scrive Fantasy

Intervista a... G.G. Pintore

16 April 2014

Giovanni Giuseppe Pintore nasce a Sassari, in Sardegna, il 10 settembre del 1991. Ha iniziato a scrivere a dodici anni, quando ha conosciuto per la prima volta i giochi di ruolo da tavolo e quelli online. Da lì è sbocciato l’interesse sia per la scrittura che la lettura. Attualmente, lavora come barman, sperando in un futuro di poter abbracciare il sogno di fare della scrittura il suo unico lavoro.

1)                  Chi è Giovanni, in tre parole (non sono ammessi avverbi in –mente)?

Uno che tenta di costruire il suo futuro con le sue forze, cercando di fare quello che ama per sostentarsi. E scegliendo magari tre parole: Ambizioso, Ottimista e Sognatore.

2)                  Questa è una domanda tripla: Quando hai iniziato a scrivere e cosa? Perché scrivi? Perché non hai più smesso?

Ho iniziato a scrivere quando ero ragazzino, per un corso di scrittura a scuola. Ho partecipato ad una premiazione con una poesia sul sole.  Per parlare di vera è propria scrittura, però, si può dire che tutto sia iniziato con l'ambientazione di un mondo immaginario.
Scrivo... perché? Una risposta reale non credo esista. Ho iniziato a scrivere per gioco, divertendomi con molte persone online – conoscenti e non – finendo per rimanere intrappolato nella morsa della scrittura, specialmente nel piacere che si prova nel “dipingere” nuovi mondi, persone e cose con la propria immaginazione. Non ho più smesso perché è ormai una parte di me, e non posso farne a meno. Sento di dover raccontare le storie che ho in testa!

3)                  Quali sono gli autori che ti hanno “formato” come scrittore in generale, e di Fantastico in particolare? Elenca almeno cinque autori di cui consiglieresti la lettura ai tuoi colleghi.

Inizio con l'ammettere di non essere mai stato un grandissimo lettore, forse per pigrizia, ma aggiungerei per mancanza di tempo. In passato leggevo quello che avevano da raccontare le altre persone sui Gdr Online, e credo di dovere gran parte del mio stile proprio a coloro che negli anni mi hanno “insegnato” il piacere di “Ruolare”. Riguardo ad autori che mi hanno condizionato nel tema della Fantasia, direi Tolkien. Mi ha aperto un modo particolare, sia per il suo modo di scrivere che per le sue idee. Dovendo consigliare degli autori, non potrei che ripetermi inizialmente, dunque ne elencherò altri quattro: Pirandello, non tanto per la scrittura, ma per le idee; aveva una visione del mondo molto particolare, che in parte condivido. Adoro le maschere.  Joseph Conrad, adoro il suo modo di descrivere. Dante Alighieri, non c'è bisogno di dire altro, ma sarebbe un consiglio.  Stephen King, ottimo stile.

4)                  Com’è nata l’idea di “Le Ombre del Destino”? È stato il primo che hai scritto?

Il primo vero e proprio romanzo è stato “Le ombre del Destino: Il cavaliere dagli occhi purpurei”, scritto in contemporanea con il seguito, ancora inedito. L'idea è nata a seguito di numerose serate passate a giocare a D&D (Dungeons & Dragons) con gli amici. L'intreccio di storie che avevo scelto di far giocare loro, create su personaggi proposti direttamente da me, mi sembrarono tanto interessanti da provare a buttarle giù sotto forma di romanzo. Ad ora è proprio il primo ad essere stato pubblicato.

5)                  Il tuo libro contiene un messaggio? In caso affermativo, quale? In caso negativo, come ti poni rispetto a quella narrativa che contiene al suo interno un tema, una morale, più o meno velati?

Diciamo che non credo di poter essere nessuno per dire a qualcuno quello che dovrebbe fare della propria vita, però nei miei libri ci sono dei messaggi. Sono velati, e ci sono, ed è proprio per questo che non rivelerà quelli che sono. Uno potrebbe leggervi lo sconforto, il senso d'abbandono, l'ignoranza del mondo. Un altro potrebbe vederci la speranza, la voglia di mettersi in gioco, il suggerimento di cercare sempre di migliorarsi e di provare anche solamente a sembrare delle persone migliori di quanto siamo. Sta al lettore decidere se un libro vuole raccontargli qualcosa che potrebbe imparare oppure no. Penso esattamente la stessa cosa dei libri degli altri autori che presentano una morale. In fin dei conti un libro deve pur lasciarti qualcosa.

6)                  Descrivi il tuo rapporto con la scrittura.

Costante rapporto di Amore e Odio. Adoro scrivere, ed ogni tanto mi sorprendo a rileggere intere pagine dei romanzi già conclusi. Altre volte invece mi ritrovo a screditare il mio stesso stile, le mie scelte. Adoro vedere le persone emozionarsi per qualcosa che ho scritto, però a mia volta riesco difficilmente ad immedesimarmi negli scritti altrui. Se finisco di buttare giù una buona idea (per me) la mia mente si butta in altri 3-5 progetti dall'aspetto invitante. Vorrei scrivere, ma non ho troppo tempo da dedicare a tutte le idee, e neanche le forze.

7)                  Descrivi il tuo rapporto con l’editoria in Italia (e all’estero, nel caso abbia fatto questa esperienza).

Trovo che sia ancora molto presto per poter giudicare, almeno per la mia esperienza. C'è da dire, però, che anche un'esordiente può vedere lo status in cui si ritrova l'editoria italiana. Vediamo quello che gira nelle librerie negli ultimi tempi, e vedo che non ci si sorprende di vedere sempre le stesse cose. Vedo di raro qualcosa che mi colpisca veramente che sia prodotto da un autore italiano, e questo perché generalmente si va a ricercare fuori quello che vende. E se si vende qualcosa scritto da italiani, sono solitamente sbrigativi e difficilmente pieni d'idee. Ormai si vende quello che vende, e questo – per quanto capisca l'esigenza di mandare avanti un'azienda, uccide a poco a poco milioni di storie che meriterebbero di essere ascoltate, o meglio lette.

8)                  Quale ami di più tra i seguenti elementi di un romanzo: descrizioni, scene d’azione, dialoghi, o scene sentimentali?

Trovo che una singola di queste cose non possa avere un senso senza le altre. Adoro le combinazioni, e direi che dipende molto anche dal momento. Sono un'amate delle descrizioni, specialmente se riprendono una scena d'azione o un momento particolarmente toccante. In definitiva, direi che amo le descrizioni in generale.

9)                  Se ascolti musica mentre scrivi, c’è qualche genere o canzone che ti ha ispirato di recente?

Dipende anche questo dal momento, sebbene prediligo la musica acustica, preferibilmente chitarra e voce (una bella voce). In altri momenti invece mi lascio coinvolgere da sinfonie strumentali dai suoni pesanti e che rievocano nella mia mente l'agitazione della battaglia. Credo la musica abbia un grosso potere sull'influenza d'ispirazione.  In questo momento sto ascoltando questo brano, a ripetizione (cosa che faccio spesso): - INTUIT - A Hard Night's Day (Reprise)

10)              Che consigli daresti a un aspirante scrittore (questa domanda te l’hanno già fatta l’anno scorso, ma la tua risposta mi è piaciuta così tanto che la ricopio)?

Principalmente di avere fiducia nella propria opera, e di non arrendersi davanti alle critiche. É sempre bene riceverne, e per quanto sia bello ricevere belle critiche, niente è più utile di quelle che dicono il contrario. Bisogna cercare sempre di migliorarsi, e soprattutto di non ripetersi. Inoltre, gli sconsiglierei di continuare il proprio romanzo in un momento in cui non si riesce a scrivere: se proprio si vuole provare a scrivere, meglio farlo su altri temi. Negli ultimi due anni ho capito una cosa riguardo il “blocco dello scrittore”: ci si blocca perché dentro sappiamo che c'è una falla nella nostra storia, e la nostra mente sta cercando in tutti i modi di trovare una spiegazione logica. Non riuscire a scrivere è quasi un modo per la nostra mente di ricordarci qualcosa, o di attendere un evento che ci coinvolgerà e che ci consentirà di riprendere a scrivere, sbloccandoci dalla situazione dove ci eravamo fermati.

11)              Quante copie sono state vendute de Le Ombre del Destino nei primi sei mesi, e quante in formato digitale?

Per ora sono state vendute delle copie, ma siamo solo alle prime settimane! Mi toccherà aspettare qualche mese per poter rispondere :P

12)              Com’è la situazione della letteratura Fantasy in questo momento, dopo i recenti alti e bassi, vista anche con l’occhio del tuo Editore e del tuo Agente?

Posso parlare unicamente per mio conto, e credo occorra fare due distinzioni: la situazione italiana e quella estera. In Italia ci sono molti scrittori di Fantasy, ma pochi di questi hanno la possibilità di abbracciare un pubblico abbastanza ampio da potersi confrontare e ottenere meriti o critiche. Purtroppo ho visto molti editori evitare addirittura la lettura di opere di aspiranti, e questo perché hanno già i diritti sulle opere degli stranieri. Il fantasy che viene dall'estero è ampio, ma si suddivide (per parere personale) sempre in categorie ormai semplici da individuare: quelli che sanno scrivere e hanno delle idee (cito Martin) e quelli che raccontano una storia piatta e che viene spacciata per “fantasy”. Chi vorrà capire, capirà, o brillerà sotto il sole.

13)              Cosa ne pensi del self publishing e degli autori indie?
Trovo coraggioso tentare queste vie, perché ci si espone ad un mondo che non sempre vuole aiutarti. Pubblicare a pagamento è principalmente una sfida che bisogna affrontare con se stessi. Se credi che la tua opera sia degna di essere offerta al mondo, allora puoi tentare questa via, ma se non sei convinto, è meglio rinunciare. C'è anche da dire che pur avendo una valida opera fra le mani, si rischia d'incappare in squali che vogliono solo strapparti i soldi, lasciandoti fra le dita le ceneri del tuo sogno. In altri casi ci si espone semplicemente al mondo, raccontando le proprie storie. Ritengo che uno scrittore con delle buone idee possa semplicemente buttare giù una storia alternativa da donare al Web, se ha intenzione di farsi conoscere. Anche per quello ci vuole tempo.  Per entrare nello specifico della domanda, è chiaro che il Self publishing aiuti a tenere intatti i propri dettagli e le proprie scelte, affinché l'opera rimanga esattamente come la desideri (questo credo sia il sogno di ogni autore). Io stesso ho provato a fare qualcosa del genere, e almeno per quanto riguarda l'editing mi è stato detto di aver fatto un buon lavoro.  Chi riesce in questo lavoro, però, manca della dovuta pubblicità che può aiutarlo ad emergere, a far conoscere la propria opera. Richiede molte energie e molti fondi fare tutto da solo... insomma, bisogna poterselo permettere. A meno che non sia semplicemente una pubblicazione gratuita, quindi senza voler ottenere indietro niente, se non i consigli e l'apprezzamento del Web.
Ciò che si deve tener conto, se si ha ovviamente intenzione di raggiungere le masse, è che  appunto ci sarà un pubblico a cui sarà rivolto, ed un editore può fare in modo di migliorare lo stile di un autore, riuscendo così a renderlo più appetibile per la maggior parte dei lettori. Trovo ingiusto, però, ribaltare interi romanzi, trasformando il loro reale senso o tagliare parti che potevano risultare interessanti all'interno del libro.

14)              Quali sono l’ultimo libro che hai letto, quello che stai leggendo adesso e il prossimo in lista?

L'ultimo libro è “Cuore di Tenebra”. Ora sto leggendo “Il tiranno di Roma”, e in seguito leggerò “I sotterranei della cattedrale”.

15)              Puoi svelarci qualcosa sul prossimo progetto che hai in cantiere?

Sono molti i progetti. Oltre al terzo libro riguardante la saga “Le ombre del Destino” ho in cantiere un'opera quasi conclusa circa lo stesso modo, ma sarà qualcosa di diverso. Devo addirittura decidere se renderla pubblica o tenerla semplicemente per me, oltre che per la persona a cui ho intenzione di dedicarlo. In alternativa esiste un ambizioso progetto, studiato nei minimi dettagli, pensato e iniziato a scrivere con un caro amico. Si tratta di una storia più fantascientifica che propriamente Fantasy. Diciamo che uno scenario apocalittico potrebbe essere l'ambientazione.

16)              C’è qualcos’altro che vorresti aggiungere?

Siamo arrivati all'ultima domanda, e chi avrà letto sin qui desidera sicuramente che sia conciso: ti ringrazio per questa intervista. Mi sono divertito molto a rispondere alle tue domande. Spero possa esserci un'altra occasione in futuro, magari per il prossimo romanzo!

Grazie per l’intervista e buon lavoro.

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