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Dietro lo schermo di chi scrive Fantasy

Intervista a... Leonardo Patrignani

3 April 2014

Compositore e cantante di power metal, doppiatore, padre di famiglia e —non ultimo— scrittore di fantascienza, in soli trentaquattro anni, Leonardo Patrignani ha accumulato un vero ‘multiverso’ di esperienze.

1) Chi è Leonardo, in tre parole (non sono ammessi avverbi in –mente)?

Un ragazzo eclettico, curioso, creativo. Ragazzo si fa per dire. [Sono dieci! N.d.r.]

2) Questa è una domanda tripla: Quando hai iniziato a scrivere e cosa? Perché scrivi? Perché non hai più smesso?

A 6 anni, una storia su un gruppo di Exogini (erano dei mostriciattoli simili ai Gormiti) che assaltano una banca. Scrivo perché è una delle forme artistiche che mi permette di esprimere al meglio quello che ho dentro. Non ho più smesso perché... smetteresti di respirare?

3) Quali sono gli autori che ti hanno “formato” come scrittore in generale, e di Fantastico in particolare? Elenca almeno cinque autori di cui consiglieresti la lettura ai tuoi colleghi.

Sono nato, come lettore, con Verne e Asimov, che sono dunque i primi due scrittori che consiglio. Il terzo è l'autore che ho letto di più e che considero il mio vero Maestro, ovvero Stephen King. E chiudo con altre due penne che mi hanno aiutato a crescere: E.A. Poe e George Orwell.

4) Com’è nata l’idea del primissimo romanzo che hai scritto? È stato pubblicato?

Direi "stampato" più che pubblicato, in poche centinaia di copie, da un piccolo editore torinese. Si intitolava "Labirinto" ed era nato immaginando un sadico personaggio che, con la scusa di un'inaugurazione, rinchiudesse una lista di famiglie in un labirinto di specchi molto vasto all'interno di un nuovo parco giochi avveniristico.

5) Com’è nata l’idea della saga di Multiversum?

Mi affascinano le teorie di confine. E le storie che scompongono la realtà. La scienza offre numerosi interessantissimi spunti da questo punto di vista. Il Multiverso è una spiegazione affascinante se la domanda è "e se fosse andata diversamente?"

6) I tuoi libri contengono un messaggio? In caso affermativo, quale? In caso negativo, come ti poni rispetto a quella narrativa che contiene al suo interno un tema, una morale, più o meno velati?

Non parto con l'idea di lasciare un messaggio ma finisco sicuramente per farlo. Ho visto che molti miei lettori si ritrovano nella mia "filosofia di vita", che prevede l'uomo al centro di tutto, e la mente come strumento chiave. E' una filosofia che ci insegna a credere in noi in ogni istante, a perseguire un qualsiasi obiettivo con la più totale fiducia nei nostri mezzi. Niente è impossibile, e siamo noi a creare la realtà attorno a noi stessi.

7) Descrivi il tuo rapporto con la scrittura.

La amo. Ma non sono metodico. Sono uno da bunker, da full immersion, non riesco a interpretare il lavoro su un romanzo come un appuntamento fisso, ogni mattina, tra me e lo schermo del pc. Però sono capace di fare delle sessioni spaventose e logoranti dalle quali esco provato ma molto soddisfatto.

8) Descrivi il tuo rapporto con l’editoria. In particolare, come spieghi il grande riscontro che hai ottenuto all’estero?

Quello che mi hanno confermato tutti gli editor stranieri che hanno lottato per acquisire i diritti del romanzo è stato che la mia tematica ha fatto breccia, in un mercato da anni affollato da libri molto simili tra loro, con protagonisti vampiri, licantropi e altre creature. C'era bisogno di un argomento fresco in ambito YA, e "nuovo", anche se nessun tema è mai veramente nuovo e la fantascienza ha cavalcato spesso il concetto di dimensioni parallele. 

9) Quale ami di più tra i seguenti elementi di un romanzo: descrizioni, scene d’azione, dialoghi, o scene sentimentali?

Nessuna di queste categorie. Il mio punto preferito è il momento "evocativo", la riflessione che eleva gli eventi narrati e li porta su un piano differente della narrazione, un livello a cui arrivi riflettendoci su con attenzione, comprendendo il significato nascosto, e applicando quella storia alla tua storia. È lì che il lettore diventa protagonista davvero.

10) Se ascolti musica mentre scrivi, c’è qualche genere o canzone che ti ha ispirato di recente?

Qualsiasi colonna sonora di Hans Zimmer, con particolare attenzione a Inception e The Bible.

11) Che consigli daresti a un aspirante scrittore?

Ho tenuto una rubrica per Scrivo.me di recente, in 6 step. Consiglio di andare a leggersela, ho detto tutto lì facendo un parallelo tra l'esordiente musicista e l'esordiente autore di romanzi. E consiglio di leggersi anche molti altri contenuti di quel sito, creato da professionisti del settore e pieno di tool davvero utili.

12) Quante copie sono state vendute di Multiversum fino ad oggi, e quante in formato digitale?

Ci credi se ti dico che, a distanza di 13 anni, non so neanche quante copie ho venduto del mio primo disco (uscito nel 2001)? Peraltro Multiversum ha fatto 18 Paesi all'estero, ti sfido a farti mandare i rendiconti da ciascuno di questi... mission impossible! Comunque la domanda è indirizzata alla persona sbagliata perché io penso che qualsiasi prodotto sotto il milione di copie sia un flop. E non ho ancora venduto un milione di copie. Ma c'è tempo...

13) Com’è la situazione della letteratura del fantastico in questo momento, dopo i recenti alti e bassi, vista anche con l’occhio del tuo Editore e del tuo Agente?

Più che altro è la situazione generale che è gravemente compromessa da una crisi che ha portato con sé pesanti deficit di vendite a tutti i livelli. Il fantastico esiste ed esisterà sempre, il problema vero è rieducare le persone al piacere della lettura, a partire dalla scuola. Per quanto possibile, io cerco di girare l'Italia e di parlare con quanti più ragazzi possibile, per farli innamorare di un romanzo anche se non sono soliti leggere molto. Quando ci riesco, è una delle soddisfazioni maggiori che questo lavoro sa darmi.

14) Cosa ne pensi del self publishing e degli autori indie?

Ben venga il percorso del self publishing se intrapreso con grande serietà, con una dose spropositata di umiltà e con la dovuta calma. Quando si ha fretta di pubblicare, solitamente, si finisce per fare passi falsi che segnano per sempre la nostra "carriera". Anche di questo argomento ho parlato nella rubrica Obiettivo Esordio su Scrivo.me, e vi rimando a quella per ulteriori approfondimenti. [linkata sopra, n.d.r.]

15) Quali sono l’ultimo libro che hai letto, quello che stai leggendo adesso e il prossimo in lista?

L'ultimo finito è stato The Fifth Wave di Rick Yancey in lingua originale. Al momento sto leggendo vari romanzi in contemporanea tra cui Il Calice della Vita di Glenn Cooper e, sempre in inglese, Doctor Sleep di King. Per il prossimo futuro ho appena preso Dune e Ender's Game, giusto per colmare qualche lacuna.

16) Puoi svelarci qualcosa sul prossimo progetto che hai in cantiere?

Purtroppo ancora no, ma presto farò qualche annuncio ufficiale in merito. Posso solo dire che si tratterà di uno stand-alone, quindi un libro autoconclusivo e non una saga. La tematica è affascinante, e mi ha portato a studiare più di mille pagine di documentazione... sono certo che è un argomento che ci accomuna tutti, e gli amanti di Multiversum non saranno delusi.

17) C’è qualcos’altro che vorresti aggiungere?

Ti ringrazio per l'intervista e chiudo con una delle mie massime: non è il Viaggiatore che sceglie il Viaggio... 

Grazie a te e buon lavoro.

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