Menu

FantasticaMente

Dietro lo schermo di chi scrive Fantasy

Intervista ad... Angelo Berti

21 February 2015

Nato nel 1963 a Cortemaggiore, in provincia di Piacenza, Angelo Berti è Direttore di Fantasy Planet e collaboratore di TrueFantasy. Come autore ha pubblicato svariate poesie, racconti e articoli. “La Notte della Hyena” del ciclo “I Figli della Geenna”, editore “I Doni delle Muse”, è il suo quarto romanzo.

1)     Chi è Angelo, in tre parole (non sono ammessi avverbi in –mente)?

Birra, Sogni e Anima. Non necessariamente in quest'ordine!
 

2)     Questa è una domanda tripla: Quando hai iniziato a scrivere e cosa? Perché scrivi? Perché non hai più smesso?

La prima pubblicazione di una mia poesia risale a quando avevo diciassette anni: una vita fa!Successivamente ho collaborato come sceneggiatore per fumetti con un “certo” Roberto Rinaldi, oggi disegnatore, tra gli altri, di Dylan Dog. Un'esperienza formativa importantissima, sia umana che professionale.

Perchè Scrivo? Una delle domande più belle che raramente vengono fatte. Scrivo perché non posso farne a meno. Ho un bisogno costante di dare corpo ai miei pensieri e ai miei sogni. Qualcosa che non posso immaginare di smettere di fare.
 

3)     Quali sono gli autori che ti hanno “formato” come scrittore in generale, e di Fantastico in particolare? Elenca almeno cinque autori di cui consiglieresti la lettura ai tuoi colleghi.

Non ritengo che qualche autore in particolare mi abbia “formato”. Cerco sempre di cogliere le caratteristiche di ogni autore che leggo e di farne tesoro. Certamente la lettura di Terry Brooks mi ha aperto le porte del Fantasy, ma se devo consigliare delle letture che possano essere “formative” per stili e contenuti, le idee sono chiarissime: Calvino, per il modo di esprimere la fantasia e il sentimento; Hemingway per la capacità di descrivere la realtà; Edgar Lee Masters, per imparare a cogliere i significati dell'essere oltre l'apparenza; Shakespeare, per la capacità di gestire l'intreccio delle trame. Ne manca uno? Beh … rileggeteli tutti almeno un paio di volte!

 

4)     Com’è nata l’idea del primissimo romanzo che hai scritto? È stato pubblicato?

Come ho anticipato prima, ho sempre avuto l'esigenza di scrivere per dare sostanza alla mia immaginazione, fino a quando mi sono reso conto che potevo raccogliere tutto in un'unica storia, perché no, fantasy. Secondo me un genere che permette di esprimersi senza mostrarsi. Poi un giorno ho pensato di mettermi alla prova. E per farlo dovevo sapere se quello che scrivevo, ma soprattutto come scrivevo, fosse all'altezza di una pubblicazione. Ho contattato varie case editrici e alcune mi hanno risposto. Ma ero inesperto e soprattutto poco informato, forse anche “presuntuoso” nel pensare di sapere cosa stavo facendo, così ho scelto una casa editrice praticamente “a caso”. Scelta che, per la fretta, si è rivelata errata. Ne sono rammaricato, ma non pentito. L'esperienza passa anche dagli errori.

 

5)     Com’è nata l’idea del tuo ultimo romanzo, “La notte della Hyena”? È previsto un seguito, vero?

Volevo capire se ero in grado di creare una storia con dei personaggi reali, senza riscatto ma soprattutto senza morale. Così è nato Gallen. “I Doni delle Muse”, l'editore della “Hyena” (come lo chiamo io affettuosamente) ha creduto talmente tanto in questo libro che abbiamo concordato un finale diverso da quello originale, creando i presupposti di un ciclo di almeno tre libri autoconclusivi: “I Figli della Geenna”. Il secondo uscirà quest'anno. É già in mano all'editore per i passaggi di rito. Nessuna anticipazione però. Nemmeno nel titolo!

 

6)     Il tuo/tuoi libro/i contengono un messaggio? In caso affermativo, quale? In caso negativo, come ti poni rispetto a quella narrativa che contiene al suo interno un tema, una morale, più o meno velati?

Cerco sempre di comunicare qualcosa, anche se mi sono reso conto che ogni lettore percepisce quello di cui ha bisogno, che non è necessariamente quello che l'autore vuole trasmettere. Va bene lo stesso. L'importante è che il lettore capisca che sto parlando con lui.

Se non sono in grado di dire qualcosa oltre le storie che racconto, non sto scrivendo: sto solo facendo esercizi. E' lo scopo per cui si scrive che da calore al racconto!

 

7)     Descrivi il tuo rapporto con la scrittura.

Ossessivo. Scrivere per me è una necessità compulsiva. La mia mente malata è sempre in viaggio e le mie emozioni sono sempre sotto pressione. Scrivendo mi sfogo, mi realizzo. Mi piace raccontare storie e mi piace che siano lette.

 

8)     Descrivi il tuo rapporto con l’editoria in Italia (e all’estero, nel caso abbia fatto questa esperienza).

I miei rapporti con l'editoria estera sono nulli (al momento). Per quanto riguarda l'editoria in Italia, devo distinguere due aspetti.

Come direttore di Fantasy Planet e collaboratore di TrueFantasy, i rapporti con gli editori (anche le “major”) sono collaborativi: c'è sempre da parte loro la volontà di proporsi e proporre i propri autori.

Come autore l'argomento sarebbe più vasto da commentare: mi limito a dire che non ho mai avuto difficoltà a rapportarmi con i miei editori.

 

9)     Quale ami di più tra i seguenti elementi di un romanzo: descrizioni, scene d’azione, dialoghi, o scene sentimentali?

Non ho una preferenza. Quello che amo in un romanzo è il ritmo. Tutti gli elementi, ben dosati e distribuiti, possono contribuire a raggiungerlo.

 

10)  Se ascolti musica mentre scrivi, c’è qualche genere o canzone che ti ha ispirato di recente?

Il mio rapporto con la musica è più legato all'umore, ma se mi capita di avere qualche problema di concentrazione scelgo un sottofondo di musica classica. Mi è capitato di riuscire a cogliere ispirazione anche ascoltando colonne sonore: le uso quando sono alla ricerca di qualche immagine particolare.

 

11)  Che consigli daresti a un aspirante scrittore?

Tre consigli: Leggere, per imparare; Leggere, per confrontarsi; Leggere, per migliorarsi.

 

12)  Quante copie sono state vendute de “La notte della Hyena” sinora? È prevista anche un’edizione digitale?

La Hyena è alla terza ristampa, che è a tutti gli effetti una seconda edizione, essendo intervenuti anche sul testo. Non posso divulgare altri elementi che sono di competenza dell'editore. L'edizione digitale è prevista ma ancora da programmare.

 

13)  Com’è la situazione della letteratura Fantasy in questo momento, dopo i recenti alti e bassi, vista anche con l’occhio del tuo Editore?

Si tratta di una crisi troppo generalizzata per fare una valutazione nel settore specifico del fantasy, che ovviamente ne ha risentito, come tutti.

Esiste una sola regola commerciale per affrontare una crisi come questa: la qualità al giusto prezzo.

Ci sono degli editori che sanno fare il loro lavoro con competenza e professionalità, soprattutto con passione: la risposta nel futuro del fantasy è tutta qua.

Quello che più deprime in tutta questa situazione è che sia diffusa, nei lettori e di conseguenza nelle librerie, la tendenza a volere ignorare gli autori italiani, a favore dei più incensati, ma non per questo più bravi, autori stranieri.

Il successo degli autori stranieri, nasce innanzitutto nella loro patria. Possiamo farlo anche noi, basta saper scegliere.

 

14)  Cosa ne pensi del self publishing e degli autori indie?

Argomento spinoso ed estremamente delicato. Sono necessarie delle premesse. Scrivere può essere passione, divertimento, passatempo, ambizione ecc., in tutti i casi è difficile e impegnativo. Capisco che uno voglia vedere gratificati i propri sforzi, ma la finalità del self deve essere distinta: è lecito che dopo tanto lavoro e magari la spinta emotiva indotta da amici e parenti, uno voglia realizzare il sogno di vedere il proprio nome sulla copertina di un libro. E' un simbolo di immortalità, ovviamente ambito. Se lo scopo di un self è quello di una soddisfazione personale, ben venga, ma questo non fa di lui automaticamente uno scrittore. Riassumo il tutto in un paradosso. Come self io posso pubblicare un libro dove dichiaro che la Teoria della Relatività è sbagliata, che la luna è di formaggio e che la terra è piatta: questo non fa di me un fisico, un astronomo o un geografo. Il self non ha contraddittorio, si può pubblicare qualsiasi cazzata (perdonami, ma il termine è corretto). Questo per autoglorificazione? Dov'è la sfida? Pubblicare è una guerra: prima battaglia, scrivere un buon libro; seconda battaglia, essere scelto da un editore serio; terza battaglia vendere!

Apprezzo di più lo sforzo di un autore Indie. L'approccio è quello di un editore e anche se manca l'elemento “sfida” c'è l'intenzione di produrre un libro di buona qualità editoriale.

Tornando al fatto che ritengo la qualità la panacea di tutti i mali, bisogna riconoscere che c'è una produzione self mediamente molto scadente, che non fa bene alla diffusione della cultura del genere fantasy in particolare e del libro in generale.

 

15)  Quali sono l’ultimo libro che hai letto, quello che stai leggendo adesso e il prossimo in lista?

Cerco di leggere il più possibile autori italiani. Quest'anno ho già letto Marco Bertoli, Marco Redaelli e Sonia Barelli. Tutti ottimi autori con ottimi libri.

In questo momento sto ultimando la revisione dei prossimi romanzi che usciranno a breve quindi sto leggendo... Angelo Berti. Le prossime letture saranno finalizzate a documentarmi sul mio prossimo progetto letterario.

 

16)  Puoi svelarci qualcosa sul prossimo progetto che hai in cantiere?

Quando questa intervista sarà pubblicata sarà già uscito “Drow”, un romanzo Fantasy, nel senso più classico del termine, con Plesio Editore. E' stato un lavoro molto impegnativo, di difficile realizzazione per la gestione della trama e dei personaggi, molto complessi. Ad Aprile, circa, uscirà un altra pubblicazione con I Doni delle Muse. Non posso anticipare nulla, l'editore vuole mantenere il progetto segreto, ma si tratta di qualcosa di “Epico”. Infine entro l'anno troverete anche il secondo capitolo della Hyena.

Attualmente sto lavorando per il 2016. Il terzo capitolo dei “Figli della Geenna”, nuovi progetti ma soprattutto dovrò cercare di rifiatare dopo un 2014 senza pause, anche se il 2015 si presenta già molto “intenso”.

 

17)  C’è qualcos’altro che vorresti aggiungere?

Un'intervista molto impegnativa. Grazie per le domande e spero che le risposte siano state all'altezza. Un saluto a tutti i tuoi lettori.

 

Grazie per l’intervista e buon lavoro.

 

Go Back

Comment